Da Bruscoli a Baragazza l'itinerario ufficiale va per sentiero e attraversa vari rii e fossi, talvolta da guadare; in periodi piovosi ciò non è possibile e quindi viene proposta anche una variante su asfalto sicura in caso di piogge (attenzione perchè si tratta di una strada abbastanza trafficata)
Distanza:
Dislivello:
Tipologia di fondo:
Linea bus TPER 826
Tappe di grande fascino, dove piccoli borghi si alternano a foreste e a punti aperti con bellissimi scorci sulle montagne appenniniche, in particolare Monte Cimone e Corno alle Scale. Stazione intermedia e unico punto tappa in Toscana è il paese di Bruscoli. Da Madonna dei Fornelli ci si dirige verso il caratteristico borgo di Qualto, e di seguito si passa nei pressi di Montefredente e poi verso Ca’ de’ Santoni, vedendo la caratteristica Chiesa di Pian del Voglio alla propria destra. Si attraversa una bellissima foresta di faggi e abeti per entrare in Toscana ed arrivare a Bruscoli, che offre numerosi spunti per cui vale la pena soggiornare. Il cammino prosegue poi scendendo lungo il corso del torrente Biscione, con le sue belle cascate, e poi del Gambellato, da attraversare presso un bellissimo agriturismo per giungere a Roncobilaccio. Una suggestiva salita porta al magico Santuario di Boccadirio, posto in vicinanza dell’arrivo di tappa a Baragazza.
Poco distante da Baragazza, a 719 mt di altitudine, protetto dal Monte Tavianella, Boccadirio è un incantesimo di silenzi e natura incontaminata: gli unici suoni sono le scroscianti acque del Rio D’Avena e il fruscio della foresta mossa dal vento. È il più importante Santuario del bolognese dopo quello della Madonna di San Luca e ogni anno è meta del pellegrinaggio di migliaia di fedeli. I primi documenti ufficiali sono degli inizi del ‘600 e narrano dell’evento prodigioso accaduto il 6 luglio del 1480 a due pastorelli: Donato e Cornelia. La Madonna apparve loro mentre pascolavano sulla sponda del ruscello dove oggi campeggia l’altare maggiore. La Vergine Madre si avvicinò ai due fanciulli che la pregavano in estasi e ordinò a Donato di farsi sacerdote, a Cornelia di farsi monaca e di raccontare il prodigio al popolo di Baragazza per spingerlo ad erigere nel luogo dell’apparizione un tempio in suo onore. La popolazione si adoperò e la prima chiesa venne costruita. Vent’anni più tardi i fedeli vi deposero l’immagine Santa avuta in dono dalla veggente Suor Brigida, nome adottato dalla piccola Cornelia una volta presi i voti.
Donato divenne parroco di Castiglione dei Pepoli e Cornelia fu monaca per quarant’anni nel convento di Santa Caterina da Siena a Prato. Attorno alla metà del ‘500, grazie alla generosità della nobile famiglia Pepoli, il tempio venne ampliato e impreziosito di opere d’arte diventando il luogo simbolo di tutto l’Appennino. Alla fine del ‘600 venne ultimato il loggiato che circonda il bellissimo chiostro realizzato attorno al 1720 con l’adiacente albergo del pellegrino. Grande valore ha l’immagine sacra opera di Andrea Della Robbia, un bassorilievo di ceramica maiolicata bianca su fondo azzurro che raffigura la Madonna con il Bambino in piedi. A fine ‘600 era tale il fermento religioso che enormi folle di fedeli invadevano il Santuario per pregarla. Ogni anno, nel tempo delle rogazioni di maggio, l’icona torna a trovare la sua gente, nella chiesa di San Michele Arcangelo di Baragazza fino all’Ascensione. Dal 1947 i padri Dehoniani si prendono cura del Santuario e dei pellegrini provenienti da tutto il mondo per vivere i sublimi misteri della fede.
Paese di confine, Baragazza ha una storia molto antica di contese tra la Toscana e Bologna, che nel lontano fine XIV secolo riuscì ad ottenerne, non senza lottare, il controllo. La sua chiesa dedicata a San Michele Arcangelo è stata ricostruita a fine ‘700 e sull’altare maggiore compare un importante dipinto di scuola fiorentina raffigurante il Santo patrono. La storia di questa comunità è da sempre unita a quella del Santuario di Boccadirio. In paese sono presenti alcune strutture ricettive e locali dove ristorarsi.
Il territorio bruscolese occupa la parte destra della valle del Gambellato. La sua storia comincia da molto lontano, le prime tracce consistenti risalgono al periodo etrusco, quando la valle fu attraversata da un ramo della cosiddetta “strada del ferro” che univa la costa meridionale della Toscana a Spina sull’Adriatico per il commercio con i greci. Presso il torrente Gambellato si incontra l’abitato dell’Albagino, dove recentemente sono stati rinvenuti numerosi bronzetti votivi facenti parte di un tempio etrusco. Dell’alto medioevo rimangono tracce toponomastiche del periodo Bizantino e della popolazione Gota a cui sembra derivare il toponimo Bruscoli. Le storie tramandate dagli anziani parlano del passaggio di Federico Barbarossa, forse anche Federico II di Svevia e della sua sosta nella rocca di Bruscoli. Storie avvalorate sempre più dalle ricerche. Del castello di Bruscoli si hanno notizie fin dal XII sec. ed era la porta d’ingresso ai territori della potente famiglia dei conti Alberti di Prato (vassalli di Federico Barbarossa), il cui territorio si estendeva da Bruscoli fino alla Maremma Toscana. Reperti di questa e altre epoche storiche sono esposti all’interno del Museo Storico e della Linea Gotica del paese. Non meno importante è il borgo dell’Albergo, inglobato nell’attuale paese, la cui storia va di pari passo con quella della rocca. In esso sono presenti, oltre alla duecentesca chiesina dedicata a San Nicolò, poi a San Francesco, poi a Santa Maria e attualmente alla Madonna del Rosario, anche un palazzo di origine tre-quattrocentesca, un palazzo Mediceo, forse un’antica dogana e un altro palazzo sempre Mediceo. In queste residenze sono presenti superbi e pregevoli stemmi delle famiglie più importanti che anno dominato questi territori, quali i Medici, i Minni eccetera. Notevoli le emergenze naturalistiche, tra cui la cascata del Biscione, che con i suoi 50 metri di altezza è unica nella zona. Pregevole il Museo di Arte Sacra, posto nei locali della chiesa parrocchiale.
Recentemente famoso per l’uscita dell’Autostrada A1 e le code che spesso vi si formavano prima della costruzione della Variante di Valico, fra Bologna e Firenze, Roncobilaccio ha una storia in realtà molto antica, come avamposto di montagna, nato presumibilmente poco dopo l’anno 1000. Le sue vicissitudini furono legate per molti anni alle vicende della famiglia Pepoli e del vicino Santuario di Boccadirio. Oggi, sono rimaste alcune testimonianze della storia antica del paese in alcune case, ristrutturate, ma che conservano ancora tracce del passato, come una casa torre. Meritevoli di menzione sono l’Oratorio Privato di Santa Croce, del XVII secolo, e l’omonima chiesa moderna.