via mater dei - tappa 3 - da zena a loiano

info percorso

Distanza: 20.5km
Dislivello: +1.059m / -555m

Tipologia di fondo:

  • Strada asfaltata: 42%
  • Sentiero: 18%
  • Strada sterrata: 40%

Difficoltà tecniche ed eventuali punti di attenzione

  • I tratti di sentiero possono avere presenza di punti fangosi fra loc. Zena e Monte delle Formiche
  • La cavedagna fra Scanello e Loiano puo’ essere molto sabbiosa nei periodi asciutti e molto infangata nei periodi piovosi

Come raggiungere il punto di partenza con mezzi pubblici

Non esiste trasporto pubblico a Zena, taxi disponibile da Bologna (CO.TA.BO)

Come rientrare con mezzi pubblici dal punto di arrivo

Linee bus: 857, 900, 906, 918

Strutture ricettive consigliate

download Traccia GPS

Descrizione della tappa

Tappa caratterizzata da una grandissima ricchezza di punti di interesse e di bellissimi panorami. Da Zena si sale per un bel tratto per dirigersi verso il Santuario del Monte delle Formiche. Lungo il percorso si passerà nei pressi dell’antico Castello di Zena, della Torre dell’Erede e del borgo della Tazzola, che ospita il davvero peculiare Museo dei Botroidi, che vale assolutamente una visita. Dopo il Santuario, un bel tratto di crinale molto scenografico, seguito da una discesa e una risalita che portano al piccolo borgo di Castelnuovo di Bisano, che ospita una piccola, ma affascinante chiesetta dedicata a San Giovanni Battista. Poco più avanti si attraversa la bellissima Area Archeologica Naturalistica di Monte Bibele, per poi arrivare a Quinzano e da lì intraprendere l’ultima salita verso Loiano.

Santuari

Santa Maria di Zena

In vetta a Monte delle Formiche

La singolarità di questo nome “Madonna del Monte delle Formiche” deriva da un fenomeno antichissimo e ancora oggi indecifrabile che si verifica nella prima decade di Settembre e cioè la migrazione di migliaia di formiche alate (“mirmica Scabrinodis”) sulla vetta di questo promontorio tra la Valle dell’Idice e la Valle dello Zena. Il Monte delle Formiche è un luogo in cui i misteri della natura si uniscono a quelli della fede. Qui su questo sperone roccioso tra i due corsi d’acqua che danno il nome alle vallate circostanti, storia, sacralità e leggenda si intrecciano rendendolo dai tempi più remoti un punto fisso della spiritualità. Alto 638 msl. il monte è il risultato di un sollevamento marino di millenni fa leggibile nelle stratificazioni rocciose visibili sul costone a strapiombo sulla vallata. Area di antichi insediamenti e luogo sacro fin dall’epoca pagana. Ogni 8 di settembre dacché se ne ha memoria, per un’intera settimana gli abitanti di molti paesi dell’Appennino si raccolgono qui dando vita ad una ritualità profondamente radicata nella cultura popolare. In epoca medievale era sicuramente presente una chiesa Plebana che governava su tutta la zona. I primi documenti certi risalgono all’inizio dell’anno 1000 facendo parte dei possedimenti di Matilde di Canossa che proprio in quel trapasso di millennio lo donò al Vescovo di Pisa. La chiesa attuale con il grande porticato che la cinge saldamente fu ricostruita dopo la devastante distruzione della seconda guerra mondiale ed è affiancata dal campanile originale risalente al 1727. Ogni anno, i primi giorni di settembre i devoti mettono grandi drappi a terra sul sagrato per raccogliere le formiche volanti giunte sin qui per accoppiarsi e perire in poche ore. È un’usanza molto antica che termina con la benedizione e la distribuzione ai fedeli di piccoli involucri colorati in cui vengono racchiusi i corpi delle formiche. Ma le suggestioni non finiscono mai al Monte delle Formiche, la visita vi rivelerà ancora altri racconti interessanti, come quello dell’ eremita Barberio che viveva in una grotta proprio sotto alla chiesa da dove poteva udire le messe in completo eremitaggio.

Punti di interesse

Museo dei Botroidi di Tazzola

Loc. Tazzola

A metà strada tra Zena e il Monte delle Formiche si giunge al borgo della Tazzola. Una volta entrati nell’abitato una scritta sul muro di una vecchia stalla segnala il Museo dei Botroidi, una raccolta di sassi antropomorfi rinvenuti sul torrente Zena negli anni ‘60 da Luigi Fantini che vi faranno scoprire la storia di queste terre dal pliocene ad oggi. Un percorso geologico particolare, dove il visitatore è invitato a ‘toccare’ e, attraverso colore, tatto, odore, conoscere la storia della terra in modo diretto e coinvolgente attraverso 80 milioni di anni di storia. Un luogo unico e pieno di sorprese, come è unico l’ambiente del Contrafforte Pliocenico, riserva naturale ricca di monumenti naturali millenari.

Castello di Zena e Torre dell’Erede

Fra Zena e Tazzola

Antichissimo, di origine matildica, costruito prima dell’anno 1000, il Castello di Zena ha ricoperto, durante la sua esistenza, tantissimi ruoli ed è stato oggetto di numerose trasformazioni. Da avamposto di confine fra Toscana ed Emilia, a prigione, a residenza e persino a base di comando tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale. Numerose sono le storie e le leggende che riguardano questa costruzione, che ci si augura possa essere recuperata e riaperta al pubblico. Probabilmente legata al castello è la storia della Torre dell’Erede (o della ‘Rete’), che si incontra poco più a monte del Castello stesso, costruita con funzioni di vedetta. A oggi non è possibile visitarla, in quanto proprietà privata, ma costituisce comunque una parte significativa del paesaggio lungo il cammino

Parco archeologico di Monte Bibele

Loc. Monte Bibele

Monte Bibele è un progetto culturale raro e prezioso. Area indagata ininterrottamente per mezzo secolo, rappresenta il più importante complesso archeologico italiano – uno dei più noti in Europa – per quanto riguarda le alleanze tra Celti, Etruschi ed altri popoli italici che tentarono di contrastare l’avanzata romana. Dal 2015 l’Area è stata interamente riqualificata con la musealizzazione dell’abitato etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino, la realizzazione di un Centro Servizi e la ristrutturazione dell’antico percorso di Via della Carrozza. I nuovi scavi, i restauri, i lavori di ripristino degli antichi piani di calpestio, delle strade di collegamento interno, hanno consacrato la rinascita di questa realtà archeologica, ponendo le basi per la sua piena valorizzazione, conoscenza e fruibilità in ambito europeo. Il percorso al suo interno mostra un passato che rivive – un insediamento che ha il suo fulcro nel IV e nel III secolo a.C., quando Celti ed Etruschi occupavano la valle dell’Idice – diventando tangibile grazie alle ricostruzioni di antiche abitazioni poste tra i resti archeologici del villaggio stesso, in un contesto di grande importanza naturalistica e paesaggistica, tra formazioni geologiche e biodiversità. L’area archeologica di Monte Bibele e il Museo Archeologico, situato a Monterenzio, luoghi distinti e non contigui, ma legati da un progetto di gestione unitario, costituiscono i primi due nodi del concetto di Parco in Rete, di cui il terzo nodo è il territorio stesso entro cui le due realtà sono inserite. Le visite guidate e le attività didattico-scientifiche sono curate da archeologi specializzati e permettono di conoscere e sperimentare in prima persona antiche tecniche di produzione e stili di vita del passato.

Loiano

Arrivo della terza tappa, Loiano si trova in una posizione ideale per chi intende farne base per gite ed escursioni, toccando luoghi in cui la natura, la storia, il lavoro degli uomini hanno sedimentato testimonianze in grado di dire ancora qualcosa al visitatore attento. Sulla strada della Futa, storico collegamento tra Bologna e Firenze, ha da sempre rappresentato un punto di sosta ideale per i viaggiatori ed un luogo ideale per un periodo di vacanza. Un territorio destinato ampiamente all’agricoltura biologica, che offre materie prime di prestigio, tra cui cereali, prodotti caseari, marroni e loro derivati, ben valorizzati dai punti di ristorazione locali. Il tutto unito a strutture sportive e percorsi per le attività all’aria aperta che possono soddisfare anche i più esigenti. Un’offerta culturale ampia a varia grazie alla presenza dell’Osservatorio Astronomico, dei Giardini del Casoncello, del Percorso dei Mulini, delle importanti opere d’arte presenti nelle chiese della Parrocchia che arricchiscono anche le visite alle numerose e tipiche frazioni sul territorio, oltre ai numerosi eventi organizzati per valorizzare le tradizioni locali come: la Festa D’la Batdura, la Festa nel Bosco, le iniziative della Pro Loco, di Viva il Verde e delle numerose e attive Associazioni locali.

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