piccola cassia - tappa 4 - da GAGGIO MONTANO a ROCCA CORNETA

info percorso

Distanza: 15.8km
Dislivello: +500m / -520m

Tipologia di fondo:

  • Strada asfaltata: 65%
  • Sentiero: 35%

Difficoltà tecniche ed eventuali punti di attenzione

Tutti i tratti di sentiero possono essere insidiosi in caso di fango.

Come RAGGIUNGERE con mezzi pubblici il punto di partenza

Linee bus TPER 756, 757

Come rientrare con mezzi pubblici dal punto di arrivo

Linea bus TPER 776

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Descrizione della tappa

Dopo Gaggio la Piccola Cassia si dirige verso i territori modenesi, affacciandosi a mezzacosta sulla vallata del torrente Silla, con un'ampia vista sui rilievi di Monte Pizzo, Monte Grande e del Corno alle Scale. In questo tratto è di particolare importanza la vetta del Monte Belvedere, importante luogo di combattimenti durante la fine del secondo conflitto mondiale, nell'inverno 1944-45.

Si può decidere di scendere, su sentiero ripido, verso il torrente Dardagna sotto le pareti incombenti del Monte Cappel Buso, dove si incontra il Mulino della Piastra, in un ambiente fortemente suggestivo.

Il tracciato della Piccola Cassia prosegue idealmente oltre l'Appennino, verso sud; oggi si collega in territorio modenese alla vicina Via Romea Nonantolana, che attra-verso il Passo della Croce Arcana conduce in Toscana, ricalcando il cammino percor-so per secoli da pellegrini e viandanti in transito verso Roma.

Punti di interesse

Monte Belvedere

La chiesa di Santa Maria e San Valentino della Grada deve il suo nome alla "grada" in ferro - ancora oggi visibile - attraverso la quale il Canale di Reno sfo

Il Monte Belvedere (1139 mt. slm) si trova pochi chilometri sopra Querciola. Dalla cima del Monte si può ammirare il meraviglioso panorama e le rovine dell’antico castello medievale.

Il castello Belvedere fu edificato nel 1227 in posizione strategica sul monte Cimbriano (successivamente anche il monte venne denominato Belvedere) per frenare le minacce di aggressione di Federico II. Si possono ancora osservare le rovine del castello, da cui è stato possibile ricostruirne la pianta. Durante l’età delle Signorie il castello perse la sua importanza, fino a venire abbandonato del tutto.

Il Monte Belvedere ebbe una rinnovata importanza come punto strategico durante la Seconda Guerra Mondiale: da qui infatti passava la Linea Verde, arretramento della Linea Gotica. Fu utilizzato dai tedeschi come roccaforte e riconquistato dalla 10th Mountain Division (soldati americani e brasiliani) coadiuvati dai partigiani.

Il luogo conserva un’antica leggenda: un misterioso solco a forma di croce nel quale non cresce mai l’erba, si racconta sia il segno visibile, ed anche un po’ inquietante, di un’antica leggenda legata al Diavolo e una ragazza di nome Oliva.

cia nel centro storico e che serviva a impedire l'ingresso dei nemici in città. Il vicino edificio, denominato "Opificio della Grada", è un antico opificio idraulico costruito tra il 1681 e il 1683 come conceria; oggi ospita il cosiddetto "Opificio delle Acque", uno spazio destinato a iniziative culturali espositive e didattiche organizzate nell'ambito del progetto permanente "Bologna Città d'Acque".

Rocca Corneta

Anche Rocca Corneta è contrassegnata da un solitario campanile, posto su un possente sperone roccioso, che un tempo era un fortilizio del Senato bolognese, poi riadattato a torre campanaria. Oggi è un importante punto panoramico sulla valle del Dardagna, in un'area naturalistica incontaminata. Ai piedi di questo sommità si incontra la chiesa di San Martino, che per secoli ha costituito la sola organizzazione unitaria di questo territorio di confine, a lungo conteso tra Modena e Bologna.

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