piccola cassia - tappa 2 est - da monteveglio a tolè

info percorso

Distanza: 25.0km
Dislivello: +910m / -350m

Tipologia di fondo:

  • Strada asfaltata: 65%
  • Sentiero: 20%
  • Strada sterrata: 15%

Difficoltà tecniche ed eventuali punti di attenzione

Tutti i tratti di sentiero possono essere insidiosi in caso di fango.

Come raggiungere con mezzi pubblici il punto di partenza

Linee bus TPER 654, 656, 657, 658

Come rientrare con mezzi pubblici dal punto di arrivo

Linee bus TPER 657, 658, 686, 716

Strutture ricettive consigliate

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Descrizione della tappa

Questo itinerario, ad est di Monteveglio, si sviluppa interamente lungo il crinale tra il Samoggia e il Lavino, ad eccezione di un breve tratto iniziale, nei pressi di Fagnano, dove il fondovalle ospitava numerosi mulini. Qui, su un poggio isolato posto appena sopra il corso del Samoggia, si può raggiungere l'antica chiesa di Santa Maria Assunta. Il campanile protoromanico e alcune parti del chiostro a doppio loggiato sono tracce significative della sua origine, non alterate dall'ottocentesco restauro in stile neoclassico. Risalito il crinale che fronteggia il colle di Mongiorgio, si passa nella valle del Lavino, fino a raggiungere in località Badia il monastero benedettino dei SS. Fabiano e Sebastiano, che mostra notevoli portali lapidei del '200 e bassorilievi carolingi ad intreccio. Importante tappa intermedia nel cammino tra Nonantola e Roma, è stato acquisito e recentemente restaurato dal Comune di Monte San Pietro.

L'itinerario prosegue sull'antico tracciato romano, e poi longobardo, testimoniato ancora oggi da alcuni toponimi locali, come Merulanus (Merlano) e Gabinianus (Gavignano), e da un cippo funerario romano ritrovato a Mongiorgio nel 1688, oggi conservato al Museo Archeologico di Bologna.

Arrivando a Monte Nonascoso, si fiancheggia una corte privata in abbandono, dove si trova l'oratorio di San Luca, oggi ormai pericolante. La strada poi attraversa un vasto pianoro che offre una suggestiva visuale verso il Monte Vignola, il Cimone e la pianura Padana fino alle Prealpi.

Oltrepassata la Croce delle Pradole, monumento ai caduti del secondo conflitto mondiale, si continua verso Cà Bortolani, dove sono ancora presenti alcuni mulini, tra cui quello del Dottore, tuttora funzionante. Vicino al paese, sopra un belvedere che fronteggia il colle di San Prospero, sorge la chiesa della SS. Trinità di Savigno, del 1068. Declassata ad oratorio nel Seicento, ente oggi è utilizzata nella sola zona absidale, a seguito dei danni riportati nel'ultimo conflitto. Poco oltre Cà Bortolani il percorso si congiunge a quello proveniente da Monteveglio, e prosegue in direzione di Tolè.

Punti di interesse

Chiesa di Santa Maria Assunta

“Questa chiesa fu per molto tempo unita alla Pieve di S. Giorgio in Samoggia, come ne fa fede il campione autentico di tutte le chiese della città e diocesi di Bologna compilato nel 1378 presso l’archivio della Mensa Arcivescovile. Da altre ulteriori notizie appare che tale unione rimanesse ferma fino al 22 Maggio del 1443”.

La chiesa ha tre altari a volta. Il maggiore è dedicato all’Assunzione di Maria Vergine, titolare della Parrocchia, e i minori a S. Giovanni Evangelista e alla Beata Vergine del Rosario. In quest’ultimo venne, il 20 maggio 1698, istituita la relativa compagnia.
Documenti attestano che dopo la metà del XVIII secolo la chiesa risultava molto danneggiata ma, grazie alla generosità dei parrocchiani, si iniziò un restauro che durò dal 1770 al 1795 e che arricchì la chiesa con decorazioni e preziosi ornamenti.
Nel 1870 la chiesa fu nuovamente restaurata e affrescata dal Baldi. Il quadro dell’altare maggiore, che ritrae Santa Maria, è un elegante pittura ad olio di Maria Crescimbeni, scolara del Calvi. Il campanile è del 1900.

Abbazia dei SS. Fabiano e Sebastiano

L'abbazia dei SS. Fabiano e Sebastiano, un complesso di origini molto antiche, si trova in località Badia, a quasi 10 chilometri da Calderino e ad un'altitudine di 240 mt. slm.

In un percorso sulle abbazie benedettine del bolognese, non può mancare questo complesso di sapore medievale. Si tratta di un nucleo di edifici, alcuni di destinazione civile (torre) e altri di origine chiaramente religiosa (chiesa, monastero e chiostro) che sorge sul tracciato di una antica strada di collegamento tra Tolè e Bologna.  Le tecniche costruttive e soprattutto il reimpiego, tipicamente medievale, di materiali ornamentali di epoca tardoantica, fanno datare la Chiesa intorno al XII - XIII secolo ed una sua ristrutturazione nel XV.

All'interno della chiesa è stato allestito il museo della Badia del Lavino, il cui percorso espositivo racconta sia la storia della chiesa sia quella del territorio soprattutto dal punto di vista del lavoro contadino. 

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