via mater dei - tappa 7 - da ripoli a riola

info percorso

Distanza: 22.5km
Dislivello: +730m / -1.000m

Tipologia di fondo:

  • Strada asfaltata: 40%
  • Sentiero: 50%
  • Strada sterrata: 10%

Difficoltà tecniche ed eventuali punti di attenzione

Tutti i tratti di sentiero possono avere presenza di punti fangosi lungo tutto il percorso

Come raggiungere il punto di partenza con mezzi pubblici

Linea bus TPER 856

Come rientrare con mezzi pubblici dal punto di arrivo

  • Linea ferroviaria Porretta – Bologna
  • Linee bus TPER 737, 746, 747, 806, 808, 829

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Descrizione della tappa

Gran finale, con una tappa estremamente piacevole e gratificata dalle bellissime viste verso Montovolo e Monte Vigese che a poco a poco si avvicinano.

La prima parte costeggia il torrente Brasimone e i tanti mulini che in passato ne hanno sfruttato le acque, per poi salire verso il Santuario di Montovolo, situato in un luogo unico che ospita anche l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria e un percorso legato alla tragedia della scuola Salvemini, su cui si schiantò un aereo militare uccidendo 12 ragazzi. La discesa verso Riola di Vergato è ricchissima di attrazioni, dai borghi storici de gli Sterpi e La Scola, perfettamente conservati, alla Rocchetta Mattei, castello davvero unico nel suo genere. All’arrivo, la chiesa disegnata dall’architetto norvegese Alvar Aalto, dedicata a Santa Maria Assunta ad accogliere i camminatori all’arrivo della Via Mater Dei.

Punti di interesse

Oratorio di Confienti

A davvero pochi passi dal cammino, in località Confienti, si trova una piccola gemma dell’Appennino Bolognese: un oratorio dedicato alla Madonna del Rosario e ai Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco. È il più antico della Regione Emilia-Romagna, costruito dagli abitanti del luogo come ringraziamento per la scampata peste del 1630. Citato in diversi documenti storici, ha vissuto diverse vicissitudini nel corso della sua lunga storia, ma è stato recentemente recuperato grazie al lavoro di ristrutturazione ad opera Parrocchia e della Pro Loco di Lagaro. Ha pianta rettangolare e struttura a capanna, con un occhio sulla facciata e un piccolo campanile a vela sul tetto. Un piccolo tesoro nascosto da non perdere.

Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto

Poco sopra al Santuario di Montovolo questa semplice chiesetta in pietra, autentico gioiello del romanico montano, conserva al suo interno notevoli pitture risalenti al XIV secolo raffiguranti il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Cavalieri e dame, Cristo e i quattro Evangelisti, episodi della vita di Santa Caterina e le originalissime Giovinezza e Morte. La sua costruzione si racconta essere avvenuta per volontà di un gruppo di feudatari bolognesi di ritorno dalla quinta crociata (1217/29) e che presero parte alla battaglia di Damietta. La particolare denominazione dell’Oratorio ha dato a Montovolo l’appellativo di “Sinai Bolognese”. Sulla parete sud sono evidenti i segni lasciati dal passaggio del fronte durante la Seconda Guerra Mondiale.

Rocchetta Mattei

Maestoso Castello che deve il suo nome al conte Cesare Mattei (1809-1896), che lo fece edificare sulle rovine di una antica costruzione risalente al XIII secolo, la Rocca di Savignano. Personaggio eclettico il conte, che, dopo una poco felice esperienza politica, dedicò la sua vita allo studio dell’elettromeopatia, una medicina alternativa che ebbe molto successo tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 e che gli diede grande fama. Diresse lui stesso i lavori di costruzione del castello, che fu successivamente modificato da egli stesso e poi dai suoi eredi, fino a renderlo un labirinto di scale, sale, torri e stanze, il tutto in molteplici stili. Un luogo dal fascino incredibile, la cui visita non può assolutamente lasciare indifferenti.

Borgo La Scola

Bellissimo borgo medioevale, giunto a noi pressoché integro, permette ai visitatori di immergersi in una realtà di altri tempi. Citato in documenti del 1200, deve probabilmente il nome al termine ‘Sculca’, di origine romana, che indica un posto di guardia in posizione elevata. Il borgo è infatti nato con scopi militari, a difesa del centro Monastico di Montovolo, cosa che si evince anche dalla sua composizione urbanistica, ove spiccano diverse torri. DI grande fascino è anche un maestoso cipresso, albero secolare con un’età stimata di oltre 700 anni. Molto suggestivo anche il piccolo borgo de ‘Gli Sterpi’, a poca distanza da La Scola.

Santa Maria Assunta – Un’opera di Alvar Aalto

Un’opera incredibile, con una storia incredibile, nata nel 1965 da un incontro fra il grande architetto finlandese e l’allora Cardinale di Bologna Giacomo Lercaro. Un progetto che ha vissuto mille difficoltà e ostacoli, tanto che nessuno dei due fece in tempo a vedere il complesso terminato (1978), ma che grazie all’ostinata caparbietà del parroco di Riola e di alcuni compaesani, ha permesso a questo piccolo paesino di veder realizzato questo tesoro dell’architettura moderna. Progettata per integrarsi perfettamente con l’ambiente naturale che la circonda, la chiesa rappresenta il punto di convergenza della personale ricerca sull’architettura sacra condotta da Alvar Aalto e fa parte di un complesso parrocchiale da lui interamente disegnato, che comprende anche un ampio sagrato, la torre campanaria, la sagrestia e la casa canonica.

Santuari

Beata Vergine della Consolazione

All’interno del “Parco di Montovolo e Monte Vigese”, a 912 mt di altitudine, il Santuario sorge su un pianoro che unisce i due monti. Qui, in epoca etrusca, era presente un tempio dedicato alla Dea Pale. Attorno al 1000 il pianoro prese la denominazione di Monte Ovolo, per via della sua forma e fu costruita la prima chiesa cristiana. Quella odierna, invece, risale al 1211 come iscritto nella lunetta che sormonta l’ingresso. Lo stile romanico la rende inconfondibile. Una sola navata, soffitto a capriate in legno, questa semplicità arcana è l’elemento distintivo del luogo sacro tanto caro ai canonici metropolitani che fin dal 1045 salivano su questo monte creando un collegamento millenario tra il Santuario di Montovolo e la Cattedrale di San Pietro a Bologna. Sul Campanile risalente al 1838 è inserita una meridiana tuttora funzionante. Al di sopra dell’altare maggiore campeggia l’immagine sacra della Beata Vergine con bambino, una scultura lignea di grandi dimensioni databile al XV secolo. L’immagine sacra della Madonna nascosta in un oratorio ai piedi del monte, L’oratorio degli Sterpi, riuscì a scampare le distruzione della seconda guerra mondiale e ritornò nella sua sede a conflitto terminato. La parte più interessante, riportata alla luce attorno al 1925 è senz’altro la cripta, testimonianza importantissima della chiesa originaria, sulla cui pianta è stata edificata la successiva. Divenuta Santuario nel 1925 la chiesa risplende di un fascino unico grazie all’opera di ripulitura che ne ha riportato alla luce lo stile originario. Ogni venticinque anni, dal 1950, la statua della Madonna viene portata in pellegrinaggio per le località vicine a benedizione delle comunità locali. Pochi passi sopra al Santuario sorge il piccolo, ma affasciante Oratorio di Santa Caterina dall’Alessandria d’Egitto. Questa particolare denominazione ha dato a Montovolo l’appellativo di “Sinai Bolognese”. La sua costruzione, risalente anch’essa agli inizi del ‘200 è dovuta all’ex voto di un gruppo di crociati bolognesi di ritorno da Daimetta.

L’interno è una vera sorpresa con affreschi risalenti al ‘400. Due luoghi della fede strettamente connessi tra loro e immersi in una natura incontaminata.

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