Distanza: 25.2km
Dislivello: +810m / -950m
Tipologia di fondo:
Tutti i tratti di sentiero possono avere presenza di punti fangosi lungo tutto il percorso
Linea bus TPER 826
Linea bus TPER 856
L’Oasi felice, loc. Ripoli
https://maps.app.goo.gl/vnkdwsunpR8mGmJo9 https://viamaterdei.it/ricettivita/loasi-felice/
Altra tappa estremamente ricca di spunti di interesse, con panorami eccezionali che accompagnano durante tutta la prima parte e suggestioni storiche e culturali durante la seconda.
Da Baragazza si parte in direzione di Castiglione dei Pepoli, costeggiando Poggio Castello e scendendo verso il fiume Setta. La risalita offre il passaggio per Ca’ di Landino, località di grande significato storico, legato alla costruzione della ferrovia Direttissima Bologna-Firenze. Giunti a Castiglione dei Pepoli, si prende il panoramico crinale che conduce a Monte Catarelto, luogo tanto bello da un punto paesaggistico, quanto importante a livello storico in relazione alla Seconda Guerra Mondiale. Lagaro, con la sua antica storia, e Ripoli, con l’affascinante borgo delle Serrucce, preparano al finale al Santuario di Santa Maria della Serra.
Frazione del comune di Castiglione dei Pepoli a circa 400 m. slm quasi alla confluenza dei fiumi Setta e Brasimone. Territorio conosciuto fin dall’antichità, il toponimo deriva da un termine prelatino indicante un “campo”, lo stesso termine da cui deriva il tedesco “lager”. Sono state trovate tracce di insediamenti Celti ed Etruschi, a cui succedono poi i romani e dal VI e VII secolo subisce l’invasione longobarda. Nel medioevo è possedimento dei conti Alberti di Prato, per poi passare sotto l’autorità di Bologna e quindi dello stato della Chiesa. Nel secolo XVII diventa comune autonomo, fino all’arrivo dei francesi nel 1796. Nel 1815 rientra nel dominio dello stato pontificio facendo parte del Comune di Castiglione Pepoli. La chiesa, certamente molto antica, è parrocchia autonoma dal 7 settembre 1591, è intestata a S.Maria Assunta e ha come co-patrono San Mamante. Recente la costruzione del campanile (1945). La popolazione del paese ha avuto un ruolo importante nella costruzione della lunga galleria ferroviaria trans appenninica e della centrale idroelettrica delle Piane.
A 691 mt di altitudine il capoluogo si sviluppa ai piedi del Monte Gatta ed è uno dei centri abitati più grandi della montagna. Famoso per il lago del Brasimone e per il Santuario di Boccadirio la sua storia si lega a quella della vicina Toscana essendo stato feudo dei Conti Alberti di Prato fino al 1340 quando venne ceduto alla nobile famiglia dei Pepoli. L’attuale palazzo comunale ne fu dimora fino alla fine del ‘700. Il bel centro storico, luogo cardine della vita del comune fu anch’esso opera dei Pepoli. La Chiesa parrocchiale è dedicata a San Lorenzo Martire. Ha origini attorno al 1300, mentre il campanile fu eretto nel 1606. Successivamente, nel 1934 fu elevato da 22 a 40 mt su disegno del Rivani con la costruzione dell’attuale guglia alla cui sommità è presente la statua del Cristo Redentore opera del Dalmonte di Faenza. Al suo interno, affrescato nel 1930, sono presenti diverse opere di pregio tra cui una pala d’altare del Cavedoni, allievo dei Carracci, raffigurante San Lorenzo.
È un piccolo invaso artificiale creato nel 1917 con la costruzione di una diga sul torrente Brasimone, per la produzione di corrente elettrica e dista meno di 4 km dal centro di Castiglione dei Pepoli. La sua costa sinistra rientra nel comune di Castiglione dei Pepoli, quella destra invece è nel comune di Camugnano. Luogo di ritrovo estivo molto apprezzato dagli amanti della pesca sportiva è inserito nel Parco dei Laghi del Brasimone e di Suviana a cui è collegato da una rete sentieristica.
Tra il 28 Settembre e il 2 Ottobre 1944, Scots Guards, Grenadier Guards e Coldstream Guards diedero battaglia alle milizie tedesche per conquistare i punti strategici di Monte Catarelto e Cresta Bucciagni. Scontri molto violenti, che lasciarono molte vittime e feriti sul campo, su entrambi i fronti. Alla fine, le forze alleate ebbero la meglio, ma l’impatto di questa battaglia fu così forte nelle Scots Guards, che a Monte Catarelto è stata dedicata una Marcia suonata dalle cornamuse, in ritmo 6/8.
Perché la memoria di questi eventi non vada persa, il 5 Ottobre 2019 è stata inaugurata una statua dedicata alla Madonna della Riconciliazione, per ricordare l’estremo sacrificio di tutti i soldati di entrambi i fronti, giovani poco più che ventenni che a Monte Catarelto persero la vita, nonché la sofferenza di uomini e donne civili della zona. Un luogo estremamente affascinante da un punto di vista panoramico, ma altrettanto significativo e suggestivo per le vicende accadute in questi luoghi.
Percorrendo il sentiero CAI 021 si arriva così al più antico borgo, quello delle Serrucce già nel 1792 abitato da ben nove famiglie. Ha mantenuto le caratteristiche del borgo medioevale, con i suoi voltoni le sue viuzze lastricate in sasso. Qui si trovavano le botteghe, l’osteria e i laboratori di sartoria e falegnameria. All’interno di una delle case, si trova un portale in pietra scolpita con croce trilobata, mentre in un’altra una grande colonna. Tutti elementi che confermano l’antichità del borgo, il cui fascino non può passare indifferente agli occhi dei visitatori.
A pochi passi dalla Stazione Ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro, sulla Linea Direttissima Bologna-Firenze, svetta il Santuario Ripoli. Posto sul promontorio che guarda la valle del Setta è tra i più antichi luoghi di culto dell’Appennino bolognese: la sua storia ebbe inizio attorno all’anno 1000, quando la Vergine apparve a due pastorelli chiedendo loro di erigere una chiesa sul luogo dell’evento miracoloso. All’interno dell’edificio troviamo due icone di grande valore simbolico e storico: una statua in terracotta policroma della Madonna con Bambino del 1603 e una tela che riproduce la Madonna del Rosario, da molti considerata l’immagine originaria, la stessa portata in processione nel 1855 per contrastare la tragica epidemia di colera diffusa su tutto il territorio bolognese. Da allora la devozione verso la Madre fu sempre maggiore e il Santuario divenne il luogo di riferimento per tutta la Valle del Setta. I Pellegrinaggi si moltiplicarono e ciò indusse i fedeli ad ampliare il tempio fino alla forma attuale. All’interno, oltre a un buon numero di opere d’arte sacra e ad arredi di grande pregio, è presente un prezioso organo di fine ‘800 dei Maestri Orsi di Bologna inserito in una splendida cantoria in legno opera di artigiani locali. La Facciata e il bel campanile, disegnato dalla mano dell’architetto Rivani, risalgono alla fine della seconda guerra mondiale. Il Santuario festeggia ogni anno la Pentecoste nell’ultima domenica di Agosto. La ricorrente apparizione della Vergine Maria ai pastorelli della montagna è simbolo di come il divino trovi nella pulizia degli sguardi dei fanciulli un canale privilegiato, precluso a molti “intelligenti e sapienti”. Oggi questo messaggio sembra ancora più forte e ci invita a riflettere su la purezza sia messa a dura prova da una società completamente assuefatta all’effimero. Il ritorno alla semplicità è un piccolo miracolo, una conquista per nulla scontata. Per questo, il cammino della Via Mater Dei potrebbe essere per molti una vera rivelazione.