via mater dei - tappa 5A- da Madonna dei fornelli a Bruscoli

info percorso

Distanza: 13.9km
Dislivello: +381m / -419m

Tipologia di fondo:

  • Strada asfaltata: 33%
  • Sentiero: 10%
  • Strada sterrata: 56%

Difficoltà tecniche ed eventuali punti di attenzione

Tutti i tratti di sentiero possono avere presenza di punti fangosi lungo tutto il percorso

Come raggiungere il punto di partenza con mezzi pubblici

Linee bus TPER: 850, 856, 857

Come rientrare con mezzi pubblici dal punto di arrivo

  • Linea bus TPER (Emilia-Romagna) 858
  • Linea bus AT BUS (Toscana) 301B, 304B

Strutture ricettive consigliate

download Traccia GPS

Descrizione della tappa

Tappe di grande fascino, dove piccoli borghi si alternano a foreste e a punti aperti con bellissimi scorci sulle montagne appenniniche, in particolare Monte Cimone e Corno alle Scale. Stazione intermedia e unico punto tappa in Toscana è il paese di Bruscoli. Da Madonna dei Fornelli ci si dirige verso il caratteristico borgo di Qualto, e di seguito si passa nei pressi di Montefredente e poi verso Ca’ de’ Santoni, vedendo la caratteristica Chiesa di Pian del Voglio alla propria destra. Si attraversa una bellissima foresta di faggi e abeti per entrare in Toscana ed arrivare a Bruscoli, che offre numerosi spunti per cui vale la pena soggiornare. Il cammino prosegue poi scendendo lungo il corso del torrente Biscione, con le sue belle cascate, e poi del Gambellato, da attraversare presso un bellissimo agriturismo per giungere a Roncobilaccio. Una suggestiva salita porta al magico Santuario di Boccadirio, posto in vicinanza dell’arrivo di tappa a Baragazza.

Attenzione: questa pagina raccoglie le informazioni necessarie per l'arrivo a Bruscoli; la tappa per Baragazza è la tappa 5B, la quale offre due possibilità per arrivare a Baragazza, una delle quali consente di evitare un tratto con guadi che nel periodo piovoso potrebbero essere difficili o impossibili da superare.

santuari

Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio

Poco distante da Baragazza, a 719 mt di altitudine, protetto dal Monte Tavianella, Boccadirio è un incantesimo di silenzi e natura incontaminata: gli unici suoni sono le scroscianti acque del Rio D’Avena e il fruscio della foresta mossa dal vento. È il più importante Santuario del bolognese dopo quello della Madonna di San Luca e ogni anno è meta del pellegrinaggio di migliaia di fedeli. I primi documenti ufficiali sono degli inizi del ‘600 e narrano dell’evento prodigioso accaduto il 6 luglio del 1480 a due pastorelli: Donato e Cornelia. La Madonna apparve loro mentre pascolavano sulla sponda del ruscello dove oggi campeggia l’altare maggiore. La Vergine Madre si avvicinò ai due fanciulli che la pregavano in estasi e ordinò a Donato di farsi sacerdote, a Cornelia di farsi monaca e di raccontare il prodigio al popolo di Baragazza per spingerlo ad erigere nel luogo dell’apparizione un tempio in suo onore. La popolazione si adoperò e la prima chiesa venne costruita. Vent’anni più tardi i fedeli vi deposero l’immagine Santa avuta in dono dalla veggente Suor Brigida, nome adottato dalla piccola Cornelia una volta presi i voti.
Donato divenne parroco di Castiglione dei Pepoli e Cornelia fu monaca per quarant’anni nel convento di Santa Caterina da Siena a Prato. Attorno alla metà del ‘500, grazie alla generosità della nobile famiglia Pepoli, il tempio venne ampliato e impreziosito di opere d’arte diventando il luogo simbolo di tutto l’Appennino. Alla fine del ‘600 venne ultimato il loggiato che circonda il bellissimo chiostro realizzato attorno al 1720 con l’adiacente albergo del pellegrino. Grande valore ha l’immagine sacra opera di Andrea Della Robbia, un bassorilievo di ceramica maiolicata bianca su fondo azzurro che raffigura la Madonna con il Bambino in piedi. A fine ‘600 era tale il fermento religioso che enormi folle di fedeli invadevano il Santuario per pregarla. Ogni anno, nel tempo delle rogazioni di maggio, l’icona torna a trovare la sua gente, nella chiesa di San Michele Arcangelo di Baragazza fino all’Ascensione. Dal 1947 i padri Dehoniani si prendono cura del Santuario e dei pellegrini provenienti da tutto il mondo per vivere i sublimi misteri della fede.

Punti di interesse

Qualto

“Incastonato tra le montagne, sulla valle del Sambro, spicca un piccolo gioiello fra i boschi che conserva sul suo corpo pietroso le tracce del passato….”
Qualto è forse il borgo più antico del Comune di San Benedetto Val di Sambro, gli studiosi citano, già dal 1094, la terra di Aqualto. La sua origine risale al medioevo, quando le mura di un castello fortificato circondavano l’attuale chiesa di S. Gregorio Magno, costruita nel 1300 e dedicata alla Beata Vergine del Carmine che, nel 1630, protesse Qualto dalla peste.
Circondato da castagneti secolari, Il suo isolamento fra i boschi, ad oltre 700 metri di altitudine, gli ha consentito di conservare in parte l’aspetto originario di selvatica bellezza, formatosi nei secoli: muri in sasso, tetti di lastre e architravi datati sono caratteristici di molte costruzioni e ci riportano indietro nel tempo facendoci respirare ancora la magia dell’epoca medioevale.

Via degli Dei

A Madonna dei Fornelli la Via Mater Dei incrocia la Via degli Dei, uno dei cammini più popolari. Migliaia di camminatori, ogni anno, lo percorrono, spostandosi da Bologna a Firenze, seguendo una traccia che in parte ricopre l’antica strada romana che collegava Bologna ad Arezzo. Un percorso estremamente affascinante, che unisce una storia antica, alla suggestione di spostarsi a passo lento fra due delle principali città della penisola. Madonna dei Fornelli rappresenta un punto di incontro ideale fra i pellegrini delle due vie, crocevia fra due esperienze diverse, unite dal desiderio di conoscere il territorio e la sua gente in maniera approfondita.

Strada Romana – Flaminia Militare

Seguendo un sogno e i racconti della gente del posto, Cesare Agostini e Franco Santi, due semplici appassionati, hanno speso anni alla ricerca di un’antica strada romana, costruita per unire Bologna ad Arezzo, che i racconti popolari volevano passare sull’altipiano di Pian di Balestra. I loro sforzi sono stati premiati dal ritrovamento di un antico basolato, nel 1979, su monte Bastione a 1190 mt d’altezza, a 6 km da Madonna dei Fornelli. Altri tratti furono riscoperti in seguito, avvalorando le loro teorie. Ancora oggi un grande dibattito scientifico riguarda questa strada, ma nulla può togliere valore a questa incredibile scoperta, enormi pietre sulle quali camminarono i legionari romani, i pellegrini del medioevo e i moderni escursionisti oggi. Un luogo incredibilmente suggestivo da scoprire immerso nel verde delle foreste tra Bologna e Firenze.

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