piccola cassia - tappa 3 - da tolè a gaggio montano

info percorso

Distanza: 30.7km
Dislivello: +900m / -970m

Tipologia di fondo:

  • Strada asfaltata: 50%
  • Sentiero: 40%
  • Strada sterrata: 10%

Difficoltà tecniche ed eventuali punti di attenzione

Tutti i tratti di sentiero possono essere insidiosi in caso di fango.

Come raggiungere con mezzi pubblici il punto di partenza

Linee bus TPER 657, 658, 686, 716, 728

Come rientrare con mezzi pubblici dal punto di arrivo

Linee bus TPER 756, 757

Strutture ricettive consigliate

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Descrizione della tappa

Uscendo dal paese si incontra la sorgente delle Tre Fonti, presso il vecchio lavatoio, per poi continuare verso Santa Lucia. Il cammino transita a fianco di un avvallamento che un tempo era un lago, detto di Santa Lucia, la cui presenza è menzionata in antiche descrizioni della strada longobarda. Veniva riempito dall'acqua piovana, che poi si disperdeva nel sottosuolo. Progressivi interramenti hanno reso episodica la natura lacustre di questo luogo.

Poco prima di giungere a Rocca di Roffeno, corrispondente all'antica "villa" di Musiolo, si può deviare brevemente per una sosta alla sorgente dell'Acqua Radiosa. Questo territorio faceva parte del dominio matildico, qui rappresentato dalla famiglia feudale dei Roffeni. Di quel periodo restano numerose testimonianze: i fortilizi del Poggiolo e del Monzone, e le antiche case di Lavacchio, Civetta, Torricina e Serronco. II Monzone è celebre per avere ospitato il pittore Giorgio Morandi, nella villeggiatura estiva tra il 1934 e il 1938.

Lasciando Rocca di Roffeno la Piccola Cassia si dirige verso Castel D'Aiano, il più alto comune della provincia di Bologna, sullo spartiacque tra il Reno e il Panaro. Un terri torio di confine conteso per secoli tra Modena e Bologna, dove si è attestato anche l'ultimo arretramento della Linea Gotica. La linea fortificata difensiva viene costruita dai tedeschi nel 1944, nel tentativo di rallentare l'avanzata dell'esercito alleato verso il nord dell'italia.

Per questo suo ruolo strategico Castel D'Aiano e i luoghi vicini sono stati colpiti duramente dai bombardamenti del novembre del 1944. 

Si prosegue il cammino fino a raggiungere Sasso Molare, un borgo arroccato in posizione panoramica sulla cima di tre colli. Nell'abitato sorge la chiesa di San Giacomo, ricostrulta interamente nell'Ottocento, per risolvere ricorrenti e gravi cedimenti strutturall. II toponimo del paese pare derivi dall'esistenza di una cava di pletra utilizzata per fabbricare mole e macine per mulini.

Il tracciato si snoda ora su un crinale particolarmente panoramico, tra rilievi montuosi che raggiungono anche 1000 metri: il Monte della Vedetta, della Piella e la Torraccia. Il paesaggio circostante mostra gli effetti dei rimboschimenti attuati a partire dai primi del '900, che l'hanno profonda-mente modificato nel giro di alcuni decenni, soprattutto grazie al vasto impiego di conifere.

Il paese di Gaggio Montano si individua a grande distanza, per l'inconfondibile sagoma del Sasso e del soprastante monumento-faro ai caduti, che sovrastano il borgo antico. Nonostante le gravi conseguenze della lunga permanenza del fronte della guerra di liberazione, il centro storico è ben conservato, con la presenza di edifici aventi una certa rilevanza architettonica.

Punti di interesse

Abbazia di Santa Lucia di Roffeno

Attraverso fitti boschi di querce e castagni si arriva alla chiesa abbaziale di Santa Lucia, importante tappa e luogo di ospitalità per i pellegrini. L'Abbazia risale al secoli X-XI ed è attribuita a Sant'Anselmo, primo abate e fondatore del monastero di Nonantola. L'edificio conserva la primitiva struttura romanica e una cripta con capitelli e decorazioni risalenti al XII secolo.

Chiesa di San Martino, Rocca di Roffeno

Questa chiesa risalente probabilmente ancora prima dell'anno 1000 è stata bombardata ed in seguito ricostruita in malo modo rovinando il chiostro e tutta l'area abbaziale ma la cripta rimane comunque un piccolo gioiello. Rocca di Roffeno è un'importante testimonianza del passato glorioso in epoca medievale: qui ci sono la più antica Pieve (già segnalata come luogo del cuore Pieve di Roffeno) e anche il più antico tabernacolo ligneo tutt'ora esistente dell'arcidiocesi di Bologna. In più leggende e storia si fondono alla ricerca del castello dove Azzo Roffeno cercò di resistere all'assedio dei bolognesi probabilmente collocato nell'attuale casa torre del Monzone. Il Monzone casa torre risalente forse al 1200 (o anche prima) dove soggiornò anche Giorgio Morandi all'inizio della sua carriera. Ben 18 opere furono eseguite qui nei mesi estivi del suo soggiorno per vacanze. Tutto questo e molto altro fanno mi spingono a segnalare Rocca di Roffeno con le sue molteplici testimonianze di un passato glorioso come luogo del cuore da valorizzare e far conoscere.

Rocca di Roffeno

Rocca di Roffeno è l’antica villa di Musiolo, che faceva capo al castello dei Roffeni, vassalli di Matilde di Canossa. Nei dintorni si trova la romanica Pieve di San Pietro, una delle meglio conservate in tutto l’Appennino, e la chiesa di San Martino. Presenti anche diverse case torre, tra cui il trecentesco nucleo del Monzone, che ospitò il pittore Giorgio Morandi durante alcune villeggiature estive. Con un percorso panoramico il tracciato congiunge Rocca di Roffeno a Castel d’Aiano.
 L’assetto odierno del complesso, più volte rimaneggiato, risale in buona parte al Settecento. Alla base del campanile è custodito il tabernacolo ligneo più antico della diocesi di Bologna, che un’iscrizione latina definisce “ … fatto da Lazzaro di Carpineto della Diocesi di Reggio Emilia – 1486”. Da segnalare anche diversi quadri di noti pittori bolognesi, tra cui Calvart, Crespi e Bigari.

Museo delle storie dalla Linea Gotica

Nel Museo sono esposti oggetti della Seconda Guerra Mondiale raccolti direttamente dai campi di battaglia nei territori di Castel D'Aiano, Gaggio Montano, Grizzana Morandi, Castel di Casio e Porretta Terme (Appennino Bolognese), ma anche Montese e Zocca (Appennino Modenese), dove tra l'ottobre del 1944 e l'aprile del 1945 si attestò il fronte ricordato come Linea Gotica (anche se il vero nome, qui nelle nostre zone, era Linea Verde II). Il passaggio del fronte vedeva contrapposti l'esercito alleato (americani, brasiliani, sudafricani e italiani) e quello tedesco.

Parte fondamentale di questa esposizione sono anche le donazioni fatte da diverse famiglie di queste zone, dove loro stessi o i loro parenti a suo tempo raccolsero oggetti lasciati dai soldati nei pressi o dentro alle loro case. Il Museo è basato sulle storie dei soldati o dei civili, ricostruite attraverso il ritrovamento di loro foto e oggetti personali.

Tutto il materiale esposto proviene prevalentemente da queste zone ed è originale, poichè per noi è una priorità mantenere l'originalità e la storia dell'oggetto in essere.

Castel d'Aiano

A Castel d’Aiano, importante castello matildico, la Piccola Cassia transitava lungo il confine tra Modena e Bologna, controllato
strategicamente da fortificazioni e case torre. Un ruolo confermato durante la seconda guerra mondiale: qui si attestava la struttura
difensiva della Linea Gotica. Nel territorio sono presenti sorgenti di acqua solforosa, grotte e boschi, e testimonianze di numerosi
mulini di montagna, mossi dai tanti corsi d’acqua. Il percorso, in direzione della pianura, conduce a Rocca di Roffeno; verso la Toscana
porta alla Madonna della Brasa, e poi allo sperone roccioso di Sasso Molare.

Santuario di Brasa

A circa un chilometro dal centro di Castel D’Aiano, merita una visita il Santuario della Madonna di Brasa, costruito interamente con il tufo ricavato dalle Grotte di Labante.

Il Santuario eretto tra il 1719 e il 1734, sorge sul luogo in cui, secondo la tradizione popolare, un'immagine della Madonna ricomparve miracolosamente su un vecchio castagno dopo essere stata rimossa dal padrone del podere. L'edificio originario, costruito nella prima metà del XVIII secolo e successivamente ampliato, fu purtroppo completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

La storia del santuario è intrisa di fede e di un legame profondo con la comunità locale. L’attuale edificio è stato ricostruito nel 1960 su progetto dell'architetto Adriano Marabini, che ha voluto rappresentare una nuova interpretazione rispetto alla struttura originaria. L’immagine venerata, che originariamente era detta Madonna del Fuoco o della Brasa, ha subito, nel corso dei secoli alterne vicende.

Il santuario della Madonna di Brasa è meta di numerosi pellegrinaggi. Dal paese parte una Via Crucis che, attraverso un sentiero nel bosco, giunge fino al santuario.

Sasso Molare

La chiesa di San Giacomo, sulla cima di uno dei tre colli di Sasso Molare, in posizione dominante e panoramica, ricorda l’importanza strategica di questo borgo, in un’area di confine tra Modena e Bologna, lungo il cammino che portava verso la Toscana. La chiesa risale al 1330 e viene più volte rimaneggiata; nel 1840 è demolita fino alle fondamenta, ad esclusione della cappella maggiore, ed è ricostruita completamente, in modo da risolvere radicalmente i ricorrenti cedimenti strutturali. All’interno sono conservate diverse opere di pregio, tra cui una Madonna del Rosario della scuola di Guido Reni ed una Via Crucis in terracotta del Settecento.
Il toponimo del paese pare derivi dall’esistenza di una cava di pietra utilizzata per fabbricare mole e macine per mulini.

Monumento ai caduti brasiliani

Poco sotto la cima di Monte Ca­stello si può ammirare questo colossale monumento progettato dalla scultrice brasiliana Mary Vieira nel 1996, con l’Alto Patrocinio del Ministero della cultura del Brasile, ed eretto nel 2001.

L’o­pera è intitolata “Liberazione: mo­novolume a ritmo aperto” e ricorda il sacrificio dei “pracinhas” (giovani soldati brasiliani) caduti durante l’attacco al Monte Castello, allora definita “cima im­prendibile, alla fine del secondo conflitto mondiale. 

Costituita da una base a croce di mar­mo nero di 24 metri sulla quale poggiano due enormi semicerchi in granito bianco di 15 metri di diametro ciascuno che s’intersecano tra di loro, vuole rappresentare la vita (sole) e la morte (luna):

è posta in un’area verde molto suggestiva, tra pianeggianti campi da raccolto e la veduta dall’alto del nucleo storico di Bombiana. Il panorama è davvero meraviglioso!

Gaggio Montano

La posizione strategica di confine tra Bologna e Pistoia e la collocazione del borgo fortificato di Gaggio Montano sul sasso che domina il paese, hanno costituito da sempre un riferimento importante nel cammino della Piccola Cassia, come luogo di orientamento e di ospitalità. Durante la seconda guerra mondiale questo territorio è stato scenario dell’avanzamento del fronte di Liberazione: il tracciato della Piccola Cassia conduce a Monte Castello, dove in località Guanella sorge il grande Monumento ai Caduti dell’esercito brasiliano.

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